Da sempre autoprodotti e fieri di esserlo, i No Seduction, dal tempo della loro apparizione
con un demo nel 2005, hanno percorso la penisola italiana in lungo e in largo con oltre
100 concerti in tre anni, promuovendo con live sempre eccezionali e coinvolgenti il loro
primo album, Experience More Powerful Orgasms, del 2007, che li porta ad esibirsi con
artisti quali Marlene Kuntz, OfflagaDiscoPax, These New Puritans, Familjen, …A
Toys Orchestra, Hormonauts, e in locali e situazioni prestigiose quali il NewAge Club di
Treviso, il Rocket di Milano, lo Sherwood Festival di Padova e molti altri. Il 31 maggio
2008 la svolta: l’uscita del primo singolo digitale dei No Seduction, Copyrighted,
che vale la premiazione alle finali di Catania come miglior band per il circuito Raduni,
associazione che raggruppa oltre venti emittenti radiofoniche universitarie del territorio
italiano. La premiazione viene ufficializzata anche lo scorso novembre all’interno della
cornice del MEI di Faenza.
Ora i No Seduction tornano alla ribalta con quattro singoli digitali, registrati al Natural
HeadQuarters di Ferrara e mixati da Riccardo “Rico” Gamondi al FiscerPrais Studio di
Pontecurone (Alessandria). I nuovi pezzi configurano un suono pressoché unico in Italia,
che mira a distogliere le masse dal torpore mediatico in cui la crisi le ha immerse, ed a
rinvigorire la spinta di cambiamento dal basso di cui necessita la nostra società, spinta che
proviene anche e soprattutto dall’utilizzo di nuovi metodi, liberi, autonomi e indipendenti,
per condividere e rendere disponibile a tutti la propria produzione culturale.
E’ il suono della crisi che si tramuta in mezzo di rivendicazione sociale, che parte dalle
periferie, dai sobborghi, dalle province per arrivare al cuore, al nodo centrale del sistema
mediatico globale: è il soggetto che diventa rete, è la rete che fa il soggetto.
E’ la necessità assoluta di assumere una responsabilità anche nel produrre musica: la
responsabilità di parlare a quei milioni di persone che, come noi, non vogliono pagare le
conseguenze della crisi del nostro tempo.